Chiesa di Santa Fosca dell’isola di Torcello – Laguna di Venezia

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Chiesa di Santa Fosca dell'isola di Torcello - Laguna di Venezia

L’intervento di restauro più significativo della chiesa di Santa Fosca a Torcello (XI sec.) ha interessato la struttura delle volte del portico che versavano in precarie condizioni di conservazione. Il degrado della struttura porticata era dovuto alle percolazioni di acqua meteorica dal manto di copertura soprastante il portico e in parte alle condizioni ambientali esterne per gli elevati valori di umidità relativa.

Le linee guida del progetto conservativo sono state quelle della conservazione delle testimonianze delle diverse fasi costruttive, come gli interventi dell’arch. Rupolo e dell’ing. Forlati. Il Rupolo, intorno al 1908, è intervenuto smontando il portico esterno e ricomponendolo, realizzando delle volte in calcestruzzo armato. Successivamente Forlati intervenne negli anni ’20 per eliminare i primi effetti dell’ossidazione del ferro impiegato dal Rupolo.

Le volte del portico in calcestruzzo armato erano interessate da una diffusa disgregazione dovuta all’ossidazione del metallo delle armature. La parte esterna del portico, costituita da pulvini in muratura sorretti da colonne e capitelli in marmo greco, presentava vistose fratturazioni dei laterizi dovuti alle tensioni esercitate dall’aumento volumetrico degli elementi in ferro ossidati (tiranti). Inoltre la muratura del portico lato chiesa era intonacata con intonaco a cocciopesto a legante cementizio, incompatibile con il sottostante supporto murario interessato da umidità di risalita.

Dopo essere intervenuti sul manto di copertura, si è rimosso l’intonaco cementizio a cocciopesto su tutta la superficie del portico e la malta di calcestruzzo di copriferro. Si è accuratamente demolito il calcestruzzo nelle zone adiacenti alle armature corrose al fine di consentirne una loro eventuale sostituzione e/o integrazione con armature in acciaio inossidabile. Si è proceduto con la pulizia e il trattamento dei ferri d’armatura originari e con il riporto in sagoma delle superfici in calcestruzzo e finitura in cocciopesto.

Si sono effettuati locali scuci cuci nei pilastri angolari e nei pulvini in muratura per rimuovere gli elementi metallici ossidati e sostituirli o integrarli con unioni a freddo con elementi in acciaio.
Le porzioni di travature ammalorate del portico sono state ripristinate tramite incalmi con legno antico.